La Doa di Renzi e quella dei francesi

ottobre 7, 2014 § Lascia un commento

 pino patroncini

éNel Piano Scuola presentato dal governo Renzi una parte consistente  è occupata dalla promessa di assunzione di 148.000 docenti in buona parte facenti parte delle graduatorie ad esaurimento (GAE), che in questo modo e con questi numeri verrebbero, per l’appunto, esaurite.  La maggior parte di questi docenti neoassunti in ruolo andrebbe a costituire il cosiddetto organico funzionale. Nella versione renziano-gianniniana però il concetto è stato piuttosto stravolto. Organico funzionale, infatti, è  un termine nato molti anni fa in casa sindacale per indicare una pianta organica del personale docente che non fosse esattamente a specchio con le ore di lezione frontale, ma che potesse servire anche per gli interventi complessi  (copresenze, interdisciplinarietà, recuperi, individualizzazione, laboratori ecc.) che il momento educativo richiederebbe.  Ma tutte le volte, che si parla di questo argomento sembra che le preoccupazioni dei ministri siano soprattutto quelle non di arricchire la didattica ma di tappare i buchi del colabrodo-scuola che i numerosi tagli operati nella nostra storia scolastica hanno prodotto. In altre parole come risparmiare sulle supplenze o meglio sui supplenti che lo Stato, per quanto paghi poco, deve pur sempre pagare.  Ed ecco allora l’idea che l’organico funzionale, anziché costituire un aspetto dell’arricchimento dell’insegnamento,  debba servire a questo.

Più D.O.A. che organico funzionale.

Tutto questo tuttavia sa un po’ di “déjà vu”: queste cose sono già esistite nella scuola italiana.    Vi ricordate della Dotazione Organica Aggiuntiva (D.O.A.)?  Fu attivata tra il 1982 partendo dall’esigenza di immettere in ruolo non solo i supplenti “del mattino” ma anche quelli dei doposcuola, dei tempi pieni, delle 150 ore ecc.. Tutti posti che non rientravano nell’organico di diritto. Ma anche in questo caso il loro utilizzo era previsto prima per le supplenze su cattedra vacante e sulle assenze lunghe dei colleghi poi per il resto.  I componenti di questo organico non erano titolari nelle scuole ma nei distretti, allora esistenti: questi di Renzi in assenza dei distretti saranno assegnati a reti di scuole. Anche se permise di trasformare in organico di diritto normale sia i posti di tempo pieno  (1991) che quelli dell’educazione degli adulti, l’esperienza delle rimanenti DOA non fu mai molto apprezzata. Esse infatti si limitavano ad essere nel migliore dei casi  dei tappabuchi, nel peggiore il ricettacolo del soprannumero. Così quando nel 1993 in piena Tangentopoli e relativa crisi dei bilanci statali si trattò di tagliare le spese  non vi furono eccessive levate di scudi contro il riassorbimento graduale di questo organico trasformatosi nell’attuale D.O.P. (Dotazione Organica Provinciale) formata dai soli soprannumerari.

La D.O.A. dei francesi

Nei sistemi scolastici europei qualcosa di simile esiste tra i nostri vicini francesi. E non è escluso che l’idea contenuta nel Piano Scuola del governo venga da lì piuttosto che dalla vecchia esperienza nostrana delle DOA.

I componenti di questa dotazione organica  lì si chiamano TZR ovvero Titulaires sur Zone de Remplacement, cioè Titolari su zone di sostituzione. Sono docenti di ruolo a tutti gli effetti (funzionari, come dicono in Francia),  appartenenti ai diversi corpi in cui è diviso il personale docente (agrégés. certifiés, biadmissibles, PEGC ecc.) con il trattamento orario degli stessi ( 15 ore settimanali di lezione gli agrégés, 18 ore gli altri), lo stesso inquadramento stipendiale comprese  le indennità di prima sistemazione (corollario indispensabile, raddoppiato per l’area parigina e di Lille,  per un organico organizzato su scala nazionale e non provinciale o regionale come da noi), la stessa carriera (accelerazioni, hors-classes ecc.), e gli stessi benefit (ore in meno se la classe a cui vengono assegnati in sostituzione  supera i 30 o i 40 alunni, se è terminale  ecc.).

Essi sono titolari non in una scuola ma in una zona, così come le nostre DOA erano titolari su un distretto e così come l’organico funzionale del Piano Scuola di Renzi dovrebbe essere assegnato a una rete di scuole. Tuttavia come le nostre vecchie DOA sono assegnate ad una scuola: o perché lì c’è una supplenza annua o comunque come sede di riferimento. E qui emerge una differenza, molto allettante: in caso di utilizzazione fuori della sede assegnata scatta una indennità giornaliera che varia, gradualmente a fasce kilometriche da quasi 15 euro al di sotto dei 10 km, ai 50 euro ed oltre se la distanza supera  gli 80 km.

Distanza tra la sede assegnata e la sede dove si supplisce Indennità giornaliera in euro
Meno di 10 km 14,77
Da 10 a 19 km 19,21
Da 20 a 29 km 23,68
Da 30 a 39 km 27,81
Da 40 a 49 km 33,02
Da 50 a 59 km 38,28
Da 60 a 80 km 43,84
Per ogni tratta superiore di 20 km + 6,55

Fonte SNES (Dati del 2006-07)

Forse anche questo spiega perché lo SNES (sindacato maggioritario della scuola secondaria francese) parlando del lavoro dei TZR  lo definisce “passaggio obbligato per alcuni, scelta per altri”.

Tutto bene dunque in Francia? Non è proprio così. Non a caso lo SNES segnala la diversa distribuzione di questo personale nelle diverse regioni della Francia e come le limitazioni di spesa, più forti negli ultimi anni, abbiano marcato la sua insufficienza e imposto di nuovo la presenza di personale supplente precario  (nonostante le scuole francesi abbiano spesso ambienti attrezzati e possibilità di uscita atte a risolvere il problema di alunni momentaneamente o improvvisamente senza docente) . Un altro grosso problema è la variabilità delle zone di anno in anno ad opera delle academies (il corrispettivo delle nostre direzioni regionali). Ma lo SNES  mette soprattutto in guardia i docenti appartenenti a questo organico dai numerosi abusi a cui spesso vanno incontro ad opera dei recteurs ( il corrispettivo dei nostri direttori regionali) e dei capi di istituto, che cercano sempre di ottenere il massimo possibile: orari che sfondano quello statutario, utilizzo su distanze impossibili, utilizzazione in compiti non coerenti col profilo professionale, eccessiva disinvoltura nello spostamento da una supplenza all’altra o nell’utilizzo su discipline affini ecc. Una condizione “di ruolo” sì  e con qualche vantaggio in più che in Italia, ma piuttosto a rischio di tartassamento anche in Francia.  Forse per questo lo SNES si è dotato di un settore e di responsabili nazionali che si occupano espressamente di queste figure.

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